Dominio .xxx: il ghetto del porno nel web

Un nuovo top-level domain è stato creato, si tratta del dominio .xxx, dentro al quale dovrebbero andare a finire tutti i siti porno della Rete. La ICANN ha dato il permesso alla ICM di gestire il nuovo dominio, dopo un processo decisionale che è durato più di 10 anni: e ora il porno nel web avrà il suo distretto, una specie di quartiere virtuale a luci rosse.
Per chi non lo sapesse la ICANN è l'ente più o meno governativo che gestisce e crea gli IP della Rete e i domini; dovrebbe essere no profit, ma in verità è uno dei tanti campi da gioco per le lobby che operano nella Rete; qui trovate tutta la sua storia. La ICM invece è una di queste lobby, e la sua storia è facilmente ricostruibile: da un decennio lotta con la ICANN per farsi assegnare 'sto top-level domain .xxx.
Va specificato che nessuna delle due opera nel settore della pornografia, ma sembra che entrambe se ne intendano parecchio. Infatti secondo i comunicati stampa festanti rilasciati dalle due società il dominio .xxx è stato creato per avvantaggiare proprio il mondo dell'intrattenimento per adulti e per tutelare tutti quelli che ne vogliono star fuori. Per lavorare nel nuovo quartiere a luci rosse bisognerà essere un sito porno sicuro, con tutte le carte in regola e anche una certificazione; mentre il marchio .xxx sarà facilmente filtrabile da chi di porno sui propri computer non ne vuole proprio vedere: genitori e capo ufficio compresi. Insomma tutti contenti tranne gli impiegati.
Peccato che per ora il dominio .xxx non piaccia proprio a nessuno: per gli operatori del porno si rischia l'effetto ghetto, in più tutti faticano a comprende l'utilità di dover acquistare palate di nuovi domini, che non faranno altro che reindirizzare al vecchio indirizzo del sito. Paradossalmente tutta la scrupolosità che ICM promette di impiegare nella distribuzione dei domini, farà in modo che le aziende che non operano nel porno, si vedano associare il loro buon nome ad un dominio .xxx: sarà tutto un proliferare di www.governo.xxx, www.apple.xxx, www.microsoft.xxx e via registrando.
Perfino il governo americano è contro .xxx: la ICANN avrebbe ignorato i consigli dei governi di tutto il mondo, prendendo una decisione che va contro l'interesse pubblico mondiale, innescando un processo che minerà la sicurezza e la stabilità della Rete.
Un ultimo dato utile per riflettere: l’amministratore delegato dell’ICM, Stuart Lawley, afferma di aver già ricevuto 189 mila pre-registrazioni a domini .xxx e ne attende altre 500 mila al lancio del nuovo dominio.






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